TRIGESIMO COLETTA

Inviato da E.Vittozzi il Ven, 01/04/2019 - 11:38

alessandro colettaCaro Ingegnere Le scrivo, così mi distraggo un po’ dalle tristi notizie di violenza sulle donne, sui minori, sugli anziani, sui “diversamente abili”, sugli extracomunitari, sui “diversi” riportate da giornali, radio e televisioni… O notizie di “imbastardimento generale”, di poveri sempre più poveri e di ricchi sempre più ricchi… E siccome, credo, Lei sia molto lontano, più chiaro Le parlerò… Da quando è andato via, è trascorso già un mese, con una naturale novità: l’anno vecchio è finito ormai ma molte son le cose che qui non vanno… L’unica “icona” degna di rispetto è sempre Papa Francesco: per spostarsi si serve sempre di semplici auto utilitarie, porta con sé sempre la sua vecchia borsa di pelle nera, telefona sempre ai conoscenti e agli amici in occasione di ricorrenze, rifiuta sempre il protocollo, abita sempre nell’ospizio di Santa Marta a Roma, vuole sempre una chiesa più vicina ai poveri, ai malati, ai migranti, attenta ai soggetti più fragili, la sua catechesi è sempre fondata sui Valori della Pace, dell’accoglienza,del dialogo, contraria al capitalismo sfrenato e alla cultura dello spreco. Io e l’amico Arturo Coccoli, il giorno del suo funerale, abbiamo poggiato un omaggio floreale sulla sua bara, a nome di tutti i colleghi della gloriosa ex Circumvesuviana presenti nell’accogliente Chiesa dei Sacri Cuori di Gesù e Maria a Portici. A tutti manca ma mai dimenticheremo la sua pazienza, la sua capacità di ascolto, la sua voglia di fare, la sua disponibilità, la sua educazione, la sua saggezza, la sua cultura. Ma per chi crede c’è una speranza: che un giorno saremo di nuovo insieme e ritorneremo di nuovo a parlare, a discutere, a sorridere…

EMILIO VITTOZZI


ADDIO, ANZI ARRIVEDERCI...

Davanti al buio e al freddo della morte si sarebbe tentati di restare in silenzio, per rispettare il mistero... Soprattutto dinnanzi ad una morte precoce, seppur attesa, quasi inaccettabile come quella dell'Ing. Alessandro Coletta. Dire qualcosa non significa, però, spiegare tutto, anche in considerazione del fatto che tanti "Perchè?" rimangono senza risposta.

Ogni Uomo è membro della Società: appartiene all'intera Umanità... Niente comincia con noi e niente finisce con noi. Siamo inseriti nella Storia: quello che siamo e quello che abbiamo è un dono delle generazioni passate, del loro lavoro e dei loro sacrifici! Ed è per questo che dobbiamo riconoscenza e gratitudine per chi non è più fra noi. Ed abbiamo anche una grande responsabilità verso di loro: accrescere, trasformare e tramandare tutto quello che ci hanno lasciato. Che nel caso specifico di Alessandro Coletta è tanto, veramente tanto! Le sue risorse, le sue capacità, le sue doti di intelligenza e di cuore, Alessandro Coletta, non le ha tenute per se, ma ne ha fatto un "regalo" che ha raggiunto tante persone, tantissime.

Personalmente lo ricordo alla Festa dei miei 50 anni (svoltasi in questa struttura), all'Officina di Ponticelli della gloriosa ex Circumvesuviana, sempre disponibile ad appoggiare e sostenere iniziative di "Umanizzazione del Lavoro", in questa chiesa alle celebrazioni di prima mattina...

Gli ultimi anni dell'Ing. Coletta hanno costituito un vero e proprio calvario di sofferenze: la sua vita è stata modificata da quel male contro il quale avrebbe a lungo combattuto, vivendo momenti alterni di speranza e di disillusione, dovendo fare in ogni caso, quotidianamente, i conti con esso, con la debolezza, con il dolore più o meno acuto, con le terapie lunghe ed estenuanti da affrontare.

Come padre, suocero e nonno mi rivolgo alle figlie, ai generi, alle nipotine: ringraziate sempre l'Altissimo per il "dono" di Papà Alessandro, di Nonno Alessandro! Ricordate che è stato veramente una "gran bella persona"...

Non sono accompagnato dalla "Circumvesuvianando band" ma ugualmente vorrei salutare l'Ing. Coletta in rime musicate; parafrasando i "Nomadi": "...Voglio però ricordarti com'eri, pensare che ancora vivi, voglio pensare che ancora mi ascolti, che come allora sorridi...". Addio, caro Ingegnere, anzi arrivederci...

EMILIO VITTOZZI

Portici, Chiesa dei Salesiani, 4-12-2018  Funerali di Alessandro Coletta Foto di Gennaro Iovino
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