“L’inatteso” recensione di E.Vittozzi

Inviato da Emilio Vittozzi il Sab, 03/24/2018 - 18:14
inatteso

CINZIA PERRONE
“L’inatteso”
Marco del Bucchia Editore 
€ 15,00


Dopo “Mai via da te” (Aprile 2017), Cinzia Perrone torna negli scaffali delle librerie con una nuova fatica letteraria, “L’inatteso”.
Se il primo libro è una storia coinvolgente che si sviluppa da Napoli come città-base per tutti ma che arriva anche ad Jesi, dove vive l’Autrice, questo è un romanzo basato su una storia dai risvolti inaspettati.
Molto autobiografico il primo, di “respiro sociale” il secondo.

I fans di “Beautiful”  potranno essere ben felici di leggere la storia di due famiglie meridionali: quella dei notabili Signorelli e quella dei Selvaggi, in lotta fra loro, nel periodo che va dalla fine della Prima Guerra Mondiale e l’inizio della Seconda, tra orrori e miserie, ipocrisie, vizi e debolezze varie. Solo che invece di Brooke, Ridge, Stephanie ed Eric di Casa Forrester i protagonisti qui si chiamano Giampaolo, Antonia, Pino, Francesca…

La dedica è estremamente esaustiva: “Alle famiglie: a quelle in cui nasci e che ti donano la vita, a quelle in cui cresci e che ti accolgono nella loro vita, a quelle che ti costruisci e che ti crei durante la vita, a tutte quelle che sono degne di questo nome o almeno ci provano con tutte le loro forze”. Già queste parole stanno ad indicare il concetto che anima l’Autrice, che riporta anche una frase di Johann Christoph Friedrich von Schiller: “Non è la carne né il sangue ma il cuore a renderci genitori e figli”.
Diciasette capitoli per centocinquantasette pagine intrise di passioni e delusioni, ansie ed amarezze, gioie e dolori.
Una storia dai risvolti inaspettati che può essere inserita nell’arco di tempo che va dal 1918 al 1945 circa. Una storia animata da uomini, donne e bambini, alcuni propositivi ed altri no, taluni forti e coerenti altri meno, ma che, tutti insieme, hanno formato la società italiana di quel periodo.
Che forse non è morta del tutto…

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