Fotogramma di memoria  -    (Ballata per Petru)

Inviato da Emilio Vittozzi il Ven, 05/11/2018 - 17:50
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Ciò che resta di quel giorno è solo una fotografia...
Una foto scattata tra i tornelli di una stazione.
Una foto, un ricordo, un fotogramma di memoria.
È maggio e fa caldo. I ciottoli di Montesanto han bisogno d’acqua gelata, ma non sono i soli...
Il mercato ricco, variegato, caotico, ordinato nel suo caos è lì da sempre che aspetta gli eventi, quelli del quotidiano, quelli destinati a fare la storia.
Una fisarmonica suona un motivetto che porta lontano, ma è vicino, molto vicino. 
Un organetto si mischia alle voci dei venditori, alle voci di chi parla, alle voci di chi strilla.
Petru e Mirela suonano e non chiedono nulla in cambio, chi vuole può donare un obolo. Una moneta come la si lascia al bancone del bar dopo aver preso il caffè nero bollente. Una moneta di piccola taglia per campare in questo fottuto mondo che, se non lo fotti, ti fotte.
Petru è giovane e forte, ha lasciato la Romania e il suo passato da giocatore di calcio: ha giocato in serie A.
Il Poli Iasi è lontano, la Pignasecca è vicina. 
Pignasecca, crocevia del mondo, dove si incrociano i buoni e i malamenti.
Petru suona e la gente sorride, sorride anche lui con quei denti che luccicano di metallo. 
La provincia si affretta a prendere la Cumana. 
La città a salire la collina del Vomero con quella Funicolare che sa di storia e di storie.
Le voci continuano a vociare, il mercato inizia a pensare al giorno che passa e a quello che verrà, i motorini continuano a sfrecciare, ma è un strada chiusa al traffico? Siamo a Napoli qui tutto è possibile, tutto tranne i sogni! Qui o ti svegli, o ti fanno svegliare!
Ma Petru sogna, suona e sogna, sogna e suona. 
Tanto sognare non costa nulla così come ascoltare quel suono romeno che rende la Pignasecca capitale del mondo in quel preciso istante.
Ma a Napoli c’è la guerra, una guerra che dura da anni, da troppi anni!
Il suono di quell’organetto  è rotto da un colpo di pistola, poi da due, da tre.
Petru non suona più, è caduto, si rialza, poi cade di nuovo.
La gente scappa. 
Petru non può, è a terra, è stato ferito: un colpo alla gamba, uno al torace.
Mirela urla, chiede aiuto. 
Il suo grido straziante rompe quel silenzio assordante tra vicoli di una Pignasecca che si fa Montesanto dove di santo c’è po’ poco in questo preciso istante.
Alcuni passanti fan foto a quell’uomo che sta perdendo sangue, mentre la moglie continua col suo canto straziante fatto di grida.
Petru Birladeanu ha trent'anni, è partito dalla seria A rumena ed è finito nel girone infernale di una città paradiso abitata da diavoli.
Ciò che resta di quel giorno è la foto scattata da un passante per curiosità.
Quella foto resterà impressa per sempre nell’animo di chi crede che, prima o poi, questa guerrà finirà in questo mondo sospeso tra terra e cielo, tra bene e male.

Testo di Tonino Scala
Lettura di Emilio Vittozzi
Sax di Pasquale Ciniglio

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