GENERAL COFFEE

Inviato da E.Vittozzi il Mer, 05/01/2019 - 22:45

GCE’ una notizia che ha il sapore del… caffè, della bevanda molto amata dai Napoletani e tanto citata in canzoni e film… Da mercoledì 1° Maggio ”General Coffee” si trasferisce da Corso Garibaldi 378 a… Corso Garibaldi 60.

Era la metà degli anni ’50 quando Guerriero Carmine (G. C. – General Coffee) installò questa famosa torrefazione-bar, proprio nei pressi della Stazione della gloriosa ex Circumvesuviana di Napoli Porta Nolana. Nell’anno 1988 Enzo Maione, papà di Giuliano e Piero, prelevò l’attività commerciale che, dopo 40 anni di onorata professionalità, si trasferisce… al marciapiede di fronte. Le radici della quotidianità verranno, così, spostate di pochi passi, anche per non “disperdere” la numerosa fedelissima clientela; nuovo locale, nuova postazione per silos ed attrezzature “revampinghizzate”, nuovo entusiasmo, stessa qualità del prodotto.

Non cambierà il logo del bar, né i barman (sempre gli educati e flemmatici Giulio e Piero); “General Coffee” sarà sempre un punto di riferimento per tanti colleghi autoferrotranvieri, un luogo di raccolta prima o dopo una corsa ferroviaria o automobilistica, durante una giornata di lavoro. Personalmente conosco “General Coffee” dalla metà dei lontani anni ’80: quando, cioè, mio nonno Vincenzo, conosciutissimo commerciante del luogo, famoso per essere il gestore di vari cinema, acquistava cesti natalizi da destinare a suoi amici e conoscenti; cesti che io consegnavo personalmente a nome di nonno.

giornaleGCBevanda luminosa a dispetto del colore scuro, il caffè è magia pura. A Napoli, più che in qualsiasi altro luogo, è culto. E non solo perché con quel suo sapore così aromatico è alquanto seducente, ma per tutto l’universo mondo che si racchiude, forse meglio si schiude, attorno alla tazzina di caffè: la necessità di una pausa, un’iniezione di energia, uno scarico di tensione. In un bel caffè si annega un dispiacere o si celebra il piacere di un incontro casuale, il bisogno di rivedersi, il desiderio di una conversazione in intimità o il superamento di un dissidio tra amici (“Chi s’appicceca ‘e po fa pace nu bbuono cafè nun le dispiace”). Parafrasando vari twitter anonimi si può affermare che “Il mattino ha l’oro in moka” e che “Il caffè, per essere buono, deve essere nero come la notte, caldo come l’inferno e dolce come l’amore”. Ha ragione Nello Oliviero quando afferma che “Jammece a ppiglià ‘o ccafè, accompagnato da una pacca sulla spalla, è l’invito benevolo, che vale come augurio a questo mondo tormentato”. D’altronde sono assai conosciuti a tutti i Caffè più importanti di Napoli, sopravvissuti a varie vicende come il “Gambrinus” o il “Mexico”.

Tutto questo perché il caffè a Napoli è sempre stato assoluto protagonista anche in ambito musicale, al cinema, in teatro e in letteratura: soprattutto le canzoni hanno fatto varcare alla nostra amata bevanda i confini della città partenopea verso il mondo intero.

Tra le innumerevoli, “’O ccafè”, “Na tazzulella ‘e cafè”, “’A tazza ‘e cafè” in Napoletano, “Caffè nero bollente”, “7000 caffè”, “Ma cosa hai messo nel caffè” , “La bottega del caffè”, “In un caffè”, “Caffè lontano”, “Caffè”, “Il caffè”, “Il tempo di un caffè”, “L’odore del caffè”, “Un caffè da Jennifer” in Italiano. Perfino ad un’edizione dello “Zecchino d’Oro” si cantò questa bevanda, “Il caffè della Peppina”.

“Vedete quanto poco ci vuole per rendere felice un uomo: una tazzina di caffè presa, tranquillamente, qui fuori… con un simpatico dirimpettaio… Voi siete simpatico, professò… ‘O vi, mezza tazzina me la conservo, me la bevo tra una sigaretta e l’altra” (dialogo di Pasquale – alias Edoardo de Filippo - con il Professor Santanna). A Giuliano e Piero Auguri di ogni bene (commerciale)!

EMILIO VITTOZZI

Etichette

Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web per supportare funzionalità tecniche che migliorano la tua esperienza utente.

Per disattivare l'opzione clicca per maggiori informazioni.