Agostino Ragosta - "L'INGENUA ALLEGRIA"

Da pascal, 21 Agosto, 2026

Lobster 

Prima di questo libro, Agostino Ragosta ha scritto "Non è mai tempo perso" e "Farewell", che un buon successo di critica e di vendita hanno riscosso. 

Quest'ultima fatica libraria a me è piaciuta, perchè fresca, frizzante, arguta, sarcastica ed, a volte, anche profonda... 

E' la storia del Professor Aurelio Ripamonti,del Generale Manetti, del Ragioniere Vito Tremalaterra, dell'Assessore Onofrio Pocoratolo, del Preside Carmine Matino, tutti frequentatori delle panchine dei giardinetti di Via Ruoppolo dove ogni giorno si riunisce "il Palazzo Madama dei Pensionati dei Quartieri Vomero e Arenella", quartieri della medio-alta borghesia napoletana. 

E' un libro godibile, al punto che, come sempre, ho letto e riletto per meglio assaporarne l'intero contenuto. Ragosta ha una bella scrittura, veloce e non "pesante"; non adopera termini altisonanti ma si fa ben capire ad Uomini e Donne, grandi e piccini. 

Il libro è composto da nove capitoli per un totale di 120 pagine.

E' un libro estivo? Forse si, da portare nella sacca da mare e da leggere sotto l'ombrellone... 

Dei nove capitoli, su tutti, mi ha particolarmente colpito il numero 6, "Lucio Cannone e le incursioni nel passato", di una brutale attualità di questi tempi dove non c'è più dignità, coerenza... 

Ma anche i capitoli 8 e 9 sono degni di una profonda attenzione. E scrivo questo senza che l'Autore mi abbia pagato in qualche modo. Perchè, anch'io, sono per il Grana Padano e non per il Parmigiano Reggiano... 

EMILIO VITTOZZI

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