



L'articolo, a firma di Don Alessandro Overa, racconta una splendida storia di altruismo e senso civico. I protagonisti sono alcuni dipendenti della Circumvesuviana giunti al traguardo della pensione che, invece di ricevere il tradizionale regalo celebrativo, hanno scelto di devolvere l'intera somma raccolta in beneficenza. è molto più di un semplice ringraziamento pubblico; è una preziosa e toccante testimonianza di solidarietà intergenerazionale. Da un lato ci sono lavoratori che hanno appena concluso il loro lungo ciclo professionale, dall'altro ci sono giovani e bambini che si affacciano alla vita: i fondi dei primi si trasformano in un'opportunità di crescita e serenità per i secondi. È una lettura che fa bene al cuore, scritta con l'autenticità di chi opera quotidianamente nel sociale. In un periodo in cui le notizie positive spesso passano in secondo piano, questo articolo è un promemoria luminoso: il senso di comunità esiste, è forte, e ha il potere di cambiare in meglio l'estate (e forse la vita) di molti bambini.
https://www.santeligiomaggiore.it/eventi/048c6f37-bfa3-4856-8be2-545d6b819a53

Edizioni Dialoghi
La prima cosa che domanderei all'Autore: "Prima di scrivere questo tuo primo libro, hai visto in tele la serie di Manga "Occhi di gatto"? O prima di iniziare il primo capitolo dei 15 totali, hai ascoltato "I tuoi occhi verdi" di Franco Tozzi (1965), "Occhi neri" di Mal (1969), "Occhi di ragazza" di Gianni Morandi (1970), "Gli occhi di tua madre" di Sandro Giacobbe (1990) o "Gli occhi verdi dell'amore" di Renato dei Profeti (1990)?".
Perchè è un'opera sicuramente leggibile, autenticamente innovativa: una raccolta di 15 racconti il cui filo conduttore sono gli occhi...
Domanderei al quarantaseienne assistente giudiziario perchè è convinto che Francesco Repice sia il miglior radiocronista: forse perchè non ha mai ascoltato il lessico dell'indimenticabile Sandro Ciotti? Gli direi che tutti e 15 capitoli sono da leggere, rileggere e discutere ma qualcuno più di altri: "Ginecologo", "Calciatore", "Animatore"... Molto intriganti sono gli "incisi" adoperati da Fatatis, tutti con cognizione di causa, nessuno fuori luogo...
Un libro estivo? Si, da leggere sotto l'ombrellone ma anche per intavolare una frivola, ma non troppo, discussione con la vicina in bikini sulla sdraio a pochi passi da noi...
Vorrei domandare all'Autore come è nato il libro, a chi si è ispirato, in quanto tempo, dove, perchè...
Domandargli se Valeria, dotata dei più belli occhi che abbia mai visto, ha gradito la dedica ed, ovviamente, la fatica libraria...
Domandargli se ha intenzione di continuare a scrivere e se ha scelto un altro filo conduttore: i capelli, il seno, il sedere, la musica...
EMILIO VITTOZZI
Colonnese Editore
Colonnese Editore ha dato alle stampe il quarto libro di Pasquale Langella, "Il Lettore Smarrito", che aveva già firmato "Stupidario librario", "'O libraro" e "Casomaicipenso".
In una recensione del 2021 scrissi che se dovessi raffigurare i "librai indipendenti" di questi tempi li disegnerei in novelli don Chisciotte della Mancia (di Miguel de Cervantes) o Hiro Onoda (il militare giapponese noto perchè dopo quasi 30 anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, nel 1974, nella giungla sull'isola filippina di Lubang, venne arrestato perchè si rifiutava di credere che la guerra fosse finita)...
Pasquale Langella, da oltre undici anni titolare di una libreria a Via Port'Alba, regno dei librai storici napoletani, don Chisciotte?
Pasquale Langella come Hiro Onoda?
Si, perchè, oramai le librerie stanno vivendo una grave e profonda crisi e l'ignoranza avanza sovrana...
Il "combattente" Langella ha il "fuoco sacro" della lettura da quando, in gioventù, gli venne regalato una copia di "Cristo si è fermato ad Eboli" di Carlo Levi...
Il suo motto è di una chiarezza estremamente esaustiva: "Le piccole librerie vanno curate quando sono aperte, non commemorate quando chiudono!"...
"Il Lettore Smarrito" è un ironico viaggio surreale nel microcosmo di una libreria di Napoli: Langella ha raccolto le frasi più curiose, divertenti, assurde che un piccolo libraio come lui si sente rivolgere ogni santo giorno.
Tutto ciò a Via Port'Alba, che è stata il punto di incontro di librai, editori, scrittori e musicisti: dove passeggiavano Benedetto Croce, Ungaretti, Montale, Pasolini, Eco, Ginsberg.
Non voglio riportare nessuna battuta da "Scusate, avete...", "Dubbi Amletici", "Follia quotidiana", "Non si vendono libri scolastici", "Aforismi librai", "filOSHO" ma riportare un mio quesito a cui coloro che leggeranno quest'opera potranno rispondere: "Ma tutti questi ipotetici/presunti "clienti" sono scemi o fanno gli scemi?"...
Sono riportate alcune domande che ti fanno porre questo dubbio, a cui io non so rispondere: e Voi che lo leggerete il libro ci riuscirete?
EMILIO VITTOZZI

Voglio proporre a tutti coloro che mi stanno leggendo un tema da discussione sotto l'ombrellone...
La farfallina di Belen? Ma no, volata via, da fiore in fiore...
Il look estivo del Ministro Salvini? Prevedibile, basta osservare in che contesto si trovi...
Il prossimo Festival di Sanremo targato Stefano de Martino?
Beh, si entra in discorsi alquanto regionalistici...
No, io voglio proporre a tutti l'acquisto ed, ovviamente, la lettura di un opuscolo di Claudio Pennino, edito da Colonnese, dal titolo "Ntalliarse".
Ovverossia l'arte napoletana di perdere tempo facendo cose inutili. E' sicuramente il rimedio contro il logorio della vita quotidiana.
"Ntalliarse", ricorda il buon Pennino, non significa semplicemente oziare, ma fermarsi, indugiare, rallentare con grazia.
E' una filosofia implicita, una visione del mondo che rifugge la fretta e l'ossessione del risultato.
Chi non conosce il detto "S'addorme cu 'a zizza mmocca" (si addormenta succhiando la mammella)?
L'espressione è di una tenerezza disarmante e, allo stesso tempo, di una finezza psicologica sorprendente: l'immagine è quella primordiale del neonato che, sazio e al sicuro, si addormenta lentamente mentre succhia ancora la mammella.
L'agevole opera di Pennino riporta altri 33 modi di dire sempre inerenti l'ntalliarse, tutti interessanti, tutti atti per una discussione sotto l'ombrellone, in riva al mare, con una bibita ghiacciata in mano in un'intelligente, simpatica, coinvolgente azione di intalliarse...
EMILIO VITTOZZI
Edizioni Clandestine € 11,99
Dopo "Don Terzino e altri racconti" e "Punti di vista", Giovanni Renella ha scritto "Trame diverse".
L'Autore, giornalista-pubblicista, con un passato nei servizi radiofonici esteri della RAI, è stato Consigliere Comunale ed Assessore al Comune di Portici (Napoli).
Attualmente è Funzionario del Ministero dell'Economia e delle Finanze.
Nonostante il gravoso impegno lavorativo, ha trovato il tempo e la voglia di firmare un gradevolissimo libro di 109 pagine con 43 racconti: poche centinaia di parole a racconto, secondo Renella, sono sufficienti per sorprendere e catturare il lettore...
Poche centinaia di parole per saltare da una storia all'altra: Giovanni, infatti, propone un vero e proprio "gioco letterario"...
L'identità dei protagonisti viene svelata soltanto nelle battute finali, catturando l'attenzione fino all'ultima riga! Il libro è una raccolta di storie molto brevi, pensate per essere lette in pochissimi minuti, che lascia il lettore con un phatos veramente innegabile.
Non intendo qui spoilare molto di più ma solo consigliare la lettura di questa agile opera, assolutamente leggera ma sicuramente non priva di tanti significati.
Una lettura per l'ombrellone e, perchè no?, discuterne con il vicino fra una nuotata, un incontro di scala 40 o una gara di ballo serale.
EMILIO VITTOZZI

infugaEDIZIONI
Un gruppo di ex compagni del Liceo Artistico di Napoli si ritrova per una rimpatriata, dopo ben trent’anni. Trent'anni, una vita intera.. Ragazzi divenuti Uomini e ragazze, oramai, Donne...
I flirt di quello spensierato periodo scolastico riappaiono maturi...
Alla fine della serata, uno di loro viene trovato morto nel parcheggio del ristorante. Chi lo ha ucciso? Perché? La complicità che avevano ritrovato durante la cena lascia il posto al sospetto: trent’anni sono tanti, tantissimi e, quindi, nessuno sa niente degli altri...
Chiunque di loro potrebbe essere coinvolto nel delitto, anche perché ognuno sembra avere qualcosa da nascondere…
Eh, si, si...
È "La cena della quarta A, delitto a Coroglio" di Chiara del Vaglio: un testo che accompagna il lettore, pagina dopo pagina, fino alla 306, tenendolo avvinto in una narrazione che si svolge su più livelli sino all’epilogo, assolutamente inatteso...
Nata a Napoli, ma da anni residente a Milano, Chiara del Vaglio è di professione musicista, lavoro che l’ha portata a viaggiare in giro per il mondo, calcando palchi di teatri e stadi. Non solo musica, perché nella sua vita ha coltivato diverse passioni, come il Calcio (è infatti tifosissima del Napoli), la lettura di romanzi gialli (è cresciuta leggendo le avventure di Sherlock Holmes) e la scrittura (collabora con alcune riviste online). Nel 2014 firma "Inter-Napoli delitto a Milano", nel 2023 "Da Maradona al 3° scudetto" (con le vignette del suo famosissimo Papà, Paolo, valentissimo Umorista grafico di fama nazionale!).
Il "giallo" non è il mio genere preferito ma, senza alcun dubbio, posso sottoscrivere che questo libro mi è piaciuto, si legge molto bene, "prendendoti" al punto che ti trovi a leggere, pagina dopo pagina, per cercare di capire chi è l'assassino... Il maggiordomo?
Il cuoco?
Il giardiniere?
L'autista?
No, l'assassino è...
EMILIO VITTOZZI

Romanzo - 2026
Alessandro Lamberti ha 45 anni e non è uno scrittore: ha avuto, però, bisogno di raccontare la storia di Luisa, Angela, Imma e Giuliana, quattro ragazze dello stesso quartiere. In 24 capitoli c'è la Napoli degli anni '80, incasinata, generosa, incontrastata, abbondante, così come è ora, nel 2026...
E' un libro quasi una "lettera aperta" alla nostalgia ma anche la storia di amicizie vere, pur se fragili, ma profonde... L'Autore ha dedicato il libro, fra gli altri, al Maestro Eduardo De Crescenzo, perchè nella sua musica ha ritrovato le stesse emozioni che ha provato ad immettere nella stesura.
Ma il libro è per coloro che credono ancora nei sentimenti, che si fanno sopraffare dalle emozioni più profonde, più vere, più dolorose. Il leit-motiv dell'intera opera? L'Amicizia, che non invecchia ma cambia solo la pelle...
Gianni Togni, i Dire Straits, Pino Daniele, Alan Sorrenti, Nada, Nino D'Angelo, Miguel Bosè, Edoardo Bennato, i Duran Duran sottolineano le emozioni e i sentimenti... I ragazzi, invece, sono quasi di lato in queste storie... C'è anche il primo scudetto del Napoli di Maradona, le prime cotte di ognuna di loro, il primo bacio, la prima volta, San Gennaro, Santa Lucia, Sant'Antonio...
C'è, poi, tanta poesia: in rima, nelle parole, nei gesti delle quattro Amiche...
Si, perchè, come scrive l'Autore, "alcune amicizie, anche se si allontanano, non si perdono. Restano. Come graffiti scoloriti su un muro cadente. Come il rumore del mare, che impetuoso sbatte sulla scogliera. Quando i legami sono veri sono come i tatuaggi, affondano nella carne la pigmentano, per sempre".-
EMILIO VITTOZZI
È con sincero, sentito, profondo orgoglio che il Presidente Gennaro Pallonetto e al Consiglio Direttivo "uscente", mostrano i video-messaggi augurali giunti da V.I.P. graditissimi Ospiti della sede di Napoli Porta Nolana: Gino Rivieccio, Daniele Sanzone, Marco Zurzolo, Amedeo Colella, Benedetto Casillo.
Buona Pasqua
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