TONINO SCALA "Lo sparatrappo"

Da Maghdoux, 2 Agosto, 2024

 Edizioni MEA € 10,00 

Bello! Bello!! Bello!!! A me è piaciuto. E pure assai... 

Il libro di Tonino Scala "Lo sparatrappo" è un divertente giallo d'amore.

Mario, lo spicciafaccende, ex poliziotto oramai disoccupato, riceve una richiesta di lavoro da parte di un uomo, Gerardo, che si sente tradito: scoprire chi è l'amante della moglie, Genoveffa. 

Gli indizi per giungere alla conclusione? Fogli con su attaccato dello sparatrappo su cui sono riportate frasi d'amore, quelle che l'amante di Genoveffa lascia disseminate sui muri, sui mobili della casa di Gerardo, nel palazzo... 

Frasi comuni incise con una scrittura da manuale su sparatrappo medico. Chi sarà l'autore? Un medico? Un infermiere? Mario non vuole domandar nulla a Genoveffa perchè "...mica le posso dare questa soddisfazione!". 

Nella Città delle Acque, Castellammare di Stabia, il buon Mario inizia ad investigare. 

Con "Malatia" di Peppino di Capri, "Mille giorni di me e te" dei Pooh, "Meza canzone" di Nino d'Angelo, "Stasera che sera" dei Matia Bazar, "Mi sono innamorato di mia moglie" di Gianni Nazzaro colonna sonora delle difficilissime indagini. 

Mario elabora tutte le possibili soluzioni con un impegno profuso con professionalità e serietà. 

Arriverà alla risoluzione che lo lascerà sbigottito, attonito e, finanche, un pò felice... 

Il lettore fagocita le 128 pagine con vero piacere, interesse, curiosità; il più coinvolto potrà, prima della fine, fare le sue valutazioni. 

Si, è un giallo d'amore, scritto con intelligenza, passionalità, umorismo dallo scrittore stabiese che scrive per...

non andare in analisi.

 EMILIO VITTOZZI

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"LETTERE DI CONDANNATI A MORTE DELLA RESISTENZA ITALIANA"

Da Maghdoux, 22 Luglio, 2024

Einaudi € 14,50 

Per ricordare la caduta del Duce, la Famiglia Cervi in Campegine (Reggio Emilia) organizzò la "Pastasciutta in piazza" sottolineando, così, che la pasta era in bianco e le camicie no... 

Un modo conviviale per festeggiare l'inizio della fine del Fascismo: per "celebrare il più bel funerale" si pensò di distribuire della pasta condita con burro e formaggio a tutta la popolazione ancora viva. 

Il 25 luglio 1943 i Fratelli Cervi e la loro famiglia, per festeggiare la destituzione e l’arresto di Benito Mussolini, a seguito della riunione del Gran Consiglio del Fascismo, prepararono e offrirono chili di pasta a tutta la comunità della vicina Campegine. 

I Cervi sapevano che la guerra non era certo finita e il nemico non era sconfitto: solo pochi mesi più tardi, il 28 dicembre 1943, i Sette Fratelli, insieme a Quarto Camurri, vennero fucilati dai fascisti a Reggio Emilia. 

Ma quel giorno decisero comunque di festeggiare insieme, uniti nella speranza di un mondo libero e democratico. Questa tradizione continua ancora oggi, simbolo di Antifascismo, pace e convivialità contro ogni ingiustizia e dittatura. Viviamo tempi difficili, quasi asociali, con una destra al governo sempre più becera, arrogante, violenta, razzista. 

L’importanza di questo appuntamento non è legata soltanto al fatto storico della 'Famiglia Cervi, ma all’attualità del nostro contesto sociale: il sentimento antidemocratico è diffuso ed è un pericolo che vediamo anzitutto nell’atteggiamento di chi contribuisce ad alimentare odio, intolleranza, diseguaglianze. 

Il contrario del fascismo è la democrazia; per questo tutti dovremmo riconoscerci antifascisti e sentirci uniti anche in questa "Festa della Pastasciutta" che si svolge in innumerevoli paesi italiani.

 A Portici l'appuntamento è Giovedì 25 Luglio, alle ore 18.30, al Viale Bernini con l'organizzazione della Rete Associativa "Verso il 25 Aprile". 

Personalmente invito tutti a leggere "Lettere di condannati a morte della Resistenza Italiana" (Einaudi) per "entrare" a pieno nello spirito dell'Iniziativa: è un libro di 356 pagine riportante l'ultima azione di 112 condannati a morte i quali conclusero la loro parte di lotta comunicando ai familiari o ai compagni un'estrema, ultima notizia di se, un addio, un mandato, un sigillo ideale. 

Con la denominazione di "Lettere di condannati a morte" si intende lettere o messaggi di Partigiani scritte quando essi, catturati dai nazifascisti, già sanno che verranno uccisi... 

Tutte, e sottolineo tutte, le lettere sono struggenti, grondanti di Amore per l'Italia, la Libertà, la propria famiglia: di tutte, dovendo sceglierne solo 4 da rimarcare ho scelto quella di Domenico (Nino) Bertinatti, Pedro Ferreira, Aleandro Longhi (Bianchi), Giancarlo Puecher Passavalli, senza nulla togliere alle rimanenti 108! Giovani e giovanissimi, in galera, prossimi alla morte per mano di un nemico "aiutato" da Italiani, scrivono ai familiari, alla madre, alla moglie, alla fidanzata, ai compagni di studio, di lavoro, di vita: appartengono alle realtà sociali e culturali più diverse, che lasciano al lettore meno superficiale una profonda amarezza, una sincera commozione... 

EMILIO VITTOZZI

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In un mare senza blu - di Francesco Paolo Oreste

Da Maghdoux, 21 Giugno, 2024

Si è svolta Martedì 11 Giugno, presso i locali di Porta Nolana del CRAL Circumvesuviana del Presidente Gennaro Pallonetto, l'annunciata presentazione del libro "In un mare senza blu" di Francesco Paolo Oreste, figlio dell'ex Capotreno Nunzio. 

E' la quarta fatica dell'Autore dopo "Mi sono visto di spalle che partivo" (2010), "Dieci storie sbagliate. Più una" (2014), "Il cortile delle statue silenti" (2015). 

La capiente sala era gremita in ogni ordine di posto, con la presenza di Colleghi e Studenti, figli dei Soci, che, conseguendo la Laurea o il Diploma di Scuola Media Superiore, sono stati "omaggiati" con una "Penna d'Autore" del Maestro Aristide Zeppetella e diploma annesso. Come sempre, Emilio Vittozzi ha posto domande di vario genere a Francesco, che ha risposto con semplicità ed argomentazioni varie.

In più ha posato con i premiati ed autografato i libri venduti allo stand di Salvatore Tanzillo. Non sono mancati i dolcini finali con tanto di freddo spumante italiano. 

Momento veramente suggestivo quando Francesco ha raccontato i suoi legami con il Cral della Circumvesuviana, di cui ha usufruito delle colonie estive e dei giocattoli della Befana. 

In poche e scarne parole, l'ennesima manifestazione riuscita del CRAL Circumvesuviana...

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Pasquale Magliulo

FIGLI DELLE (DUE) STELLE

Da Maghdoux, 25 Maggio, 2024

Il cielo è nerazzurro su tutt'Italia! 

L'Inter è Campione d'Italia per la ventesima volta!! 

Nel cielo brillano le "nostre" due stelle...

Festeggiamenti a Milano ma anche in tutto il bel Paese, isole comprese: una gioia esplosa dopo lo scudetto n°19 del Milan e n°3 del Napoli.

 In Cielo, in un angolo ben preciso, ci sono tifosi nerazzurri campani già trapassati a miglior vita: Francesco Pio Maimone, Pasquale Miele, Pasquale Morra, Salvatore Cristiano, Raffaele Cristiano, Franco di Mauro, Carmine Spatafora, Marcello Parisi, Niki Paterno, Salvatore d'Arbenzio, Domenico Loffredo, Aldo Amici, Nunzio Cortile, Michele Palladino, Raffaele Izzo, Massimo Cerullo, Fabrizio Arbace, Antonio Lepre, Luigi Alma, Pasquale Iorio, Giuseppe Paone, Camillo Puglia, Vincenzo Mosca, Antonio Pastore. A guardarli, con simpatia, stima ed affetto, VIP di chiara fede nerazzurra: Angelo Moratti, Ivanoe Fraizzoli, Giacinto Facchetti, Luisito Suarez, Mariolino Corso... 

Distaccato, ma non troppo, l'Avvocato Peppino Prisco, amato come in Cielo, così in terra... 

Sono tutti attorno all'ultimo arrivato, Francesco Pio Maimone, 18 anni, giovane pizzaiolo, tifoso dell'Inter, ennesima vittima innocente di camorra. I suoi vivono a Pianura, quartiere della periferia occidentale di Napoli, all'interno di un garage trasformato in abitazione grazie all'ingegno del dinamico papà Antonio e ai sacrifici della laboriosa mamma Tina. 

Sventola un bandierone nerazzurro con due stelle: gli si avvicina per primo Pasquale Miele, altra vittima innocente di camorra, altro giovane interista campano...

Parlano tutti la stessa lingua; si capiscono, si vogliono bene, sono amici e da lì guardano giù i loro amici e parenti. L'Italia Nerazzurra è impazzita di gioia, quella biancorossonera di... rabbia, comportandosi con livore, senza stile, così come Theo Hernandez e Davide Calabria, espressione di un Milan "asfaltato" dalla truppa di Mister Simone Inzaghi. 

Una cosa è certa: in ogni raggruppamento festaiolo si è pensato, anche se per solo un momento, a loro in Cielo...

EMILIO VITTOZZI

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15° Anniversario dell'assassinio di Petru

Da Maghdoux, 25 Maggio, 2024

Annunciata da decine di volantini affissi nella Stazione di Montesanto dell'ex Cumana, la "Fondazione Pol.I.S.," della Regione Campania, insieme alla "Giancarlo Siani Fondazione ONLUS", al Coordinamento Campano dei Familiari delle Vittime Innocenti della criminalità", a "Radio Siani - La Radio della Legalità", a "Libera" ed E.A.V, ha organizzato Venerdì 24 Maggio, presso la Stazione della Cumana di Montesanto, la 15a Commemorazione in Ricordo di Petru Birladeanu, Musicista Rumeno, Vittima Innocente della criminalità organizzata, assassinato il 26 Maggio 2009, durante una stesa camorristica. 

A coordinare gli interventi un sempre-verde Geppino Fiorenza che ha dato la parola ad Umberto de Gregorio (Presidente E.A.V.), don Tonino Palmese (Sacerdote Salesiano - Presidente della "Fondazione Pol.I.S.", Gianmario Siani (Referente del Presidio di Libera Vomero-Arenella), Pasquale Leone (del Presidio di Libera Ponticelli), Giuseppe Scognamiglio (di "Radio Siani"), Un complesso di 6 musicisti (3 Uomini e 3 Donne) ha musicalmente animato la Manifestazione con un vero e proprio Recital iniziato con una suggestiva (ed applaudita!) "Creuza de mare" dell'indimenticato Fabrizio de Andrè. 

Il chitarrista Roberto Ormanni si è esibito in una sua composizione dedicata a Petru, piuttosto toccante, cantata con la giusta rabbia del caso. Lo stesso ha accompagnato il neo-Pensionato dell'E.A.V. Emilio Vittozzi che ha declamato "Hanno ammazzato Petru,,,", un suo testo con parole chiare, precise, dure, senza sensazionalismo o sentimentalismo tanto in voga di questi tempi. 

Tutto questo proprio accanto alla fisarmonica, strumento di Petru, esposta in una teca opera dell'Architetto Antonella Palmieri, con i suoi fori di proiettili sparati da otto camorristi su quattro motociclette: in fin dei conti, una manifestazione partecipata con giovani e meno giovani per "ricordare" un Musicista venuto in Italia per trovare la Pace; solo che a Montesanto ha trovato quella... Eterna! 

Non è mancata la deposizione dinnanzi la teca di un coloratissimo mazzo di fiori freschi e di un lumino votivo: tutto questo per non dimenticare Petru... (Particolare che in molti hanno sottolineato: Emilio indossava una t-shirt recante la scritta "La camorra non vale niente" del Presidio di Libera Portici del Referente Leandro Limoccia)

 Servizio Redazionale 

Foto di Luciano Beneduce

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Emilio Vittozzi

FRANCESCO PAOLO ORESTE - In un mare senza blu

Da Maghdoux, 20 Aprile, 2024

 (Romanzo)

 idobloniEnIgMI 

“In un mare senza blu”: un titolo che evoca il mistero e la profondità del mare, ma anche la desolazione e la lotta per la sopravvivenza.

Questo nuovo romanzo di Francesco Paolo Oreste ci conduce nelle strade di Napoli, una città ai margini, sfruttata e abbandonata. 

Michele, Ciro e Mario, tre ragazzini di Vico Stella, affacciati sul Golfo di Napoli, condividono un’amicizia indissolubile. Nei loro occhi risplende il blu del mare, eppure la vita nel "Vicolo Nero" (così ribattezzato) non è facile, anzi... 

Michele, ancora un ragazzino, impugna una pistola per la prima volta; Ciro, troppo sensibile, cerca di sfuggire alle anime oscure del vicolo; Mario, come plastilina, si lega per sempre alle vite dei suoi amici. 

Dopo il suo precedente romanzo, "L'ignoranza dei numeri", Oreste torna a raccontare la nostra società e il mondo che ci circonda: "In un mare senza blu" è un romanzo criminale, che ci porta in libreria una gioventù senza sogni. Il suo è uno sguardo analitico che sa, però, raccontare il lato più nascosto e vulnerabile dei personaggi, senza indugiare nel sentimentalismo o in un buonismo di maniera. 

Francesco Paolo Oreste, Ispettore di Polizia, Responsabile della Sezione Investigativa e 'Codici Rossi', scrittore, laureato in Scienze Politiche con specializzazione in Criminologia, osserva il mondo e la società con occhio analitico senza mettere da parte il lato più profondo dei sentimenti. 

E' autore de 'Il cortile delle statue silenti", "Mi sono visto di spalle che partivo", "Dieci storie sbagliate. Più una", "L'ignoranza dei numeri" e ha partecipato alla realizzazione di "Circumvesuviana - L'Oriente Express targato Napoli" (presentato al Cral Circumvesuviana Giovedì 4 Dicembre 2014). 

Quest'ultima opera si legge con estremo piacere; il lettore viene preso dalle vicissitudini di Michele, Ciro e Mario, pagina dopo pagina, capitolo dopo capitolo, dove la speranza che, a volte, emerge dal buio più scuro viene, puntualmente, sconfitta dalla più tetra realtà. 

Al punto che chi legge si domanda "Ma a Napoli quanti sono i Michele? Quanti i Ciro? Quanti i Mario?" e la risposta non dev'essere una cifra esatta... 

Ma a Napoli quanti sono i "Vicolo Nero"?

 Ah, saperlo... Per far che? 

Una cosa è certa: a me il libro è piaciuto! Ed anche tanto... 

EMILIO VITTOZZI

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Gianfelice Facchetti -Capitani

Da Maghdoux, 20 Aprile, 2024

Piemme Ho avuto il piacere, l'onere e l'onore di "presentare" ben tre libri di Gianfelice Facchetti, scrittore, attore e regista teatrale, nato a Milano il 28 agosto 1974: 

"Se no che gente saremmo" (Castellammare di Stabia, 19 febbraio 2012); 

"Noi siamo fratelli del mondo - Inter 110" (Solofra, 17 novembre 2018);

 "C'era una volta a San Siro" (Cava dei Tirreni, 11 giugno 2021 - Ottaviano, 12 giugno 2021). 

Il 2 aprile 2024 è uscito nelle librerie di tutt'Italia "Capitani" (Piemme Edizioni - € 18,90): probabilmente delle quattro fatiche letterarie è quello più "corposo", più "profondo", più affascinante.

 E' un libro dedicato ai simboli di fedeltà, rappresentanti dei colori e della gloria di un club. Campioni che hanno consegnato le loro gesta alla leggenda.

 

L'Autore ha racchiuso tanti "Capitani" in un significativo elenco: Gigi Riva (anche se non ha indossato mai la fascia sul braccio!), Giacinto Facchetti, Armando Picchi, Gianluca Signorini, Paolo Maldini, Silvio Piola, Valentino e Sandro Mazzola, Franco Baresi, Javier Zanetti, Roberto Baggio, Giancarlo Antognoni, Gaetano Scirea, Giampiero Boniperti, Alex del Piero, Claudio Ranieri, Francesco Totti, Antonio Juliano, Agostino di Bartolomei, Gianfranco Zola, Mauro Icardi più altri che "vivono" in 209 pagine tutte ricche di fascino e curiosità. 

 

L'Autore riporta anche l'elenco delle maglie ritirate: la numero 6 di Gianluca Signorini, la 7 di Marco Rossi, la 3 di Paolo Maldini, la 6 di Franco Baresi, la 3 di Giacinto Facchetti, la 4 di Javier Zanetti, la 13 di Davide Astori, la 11 di Gigi Riva, la 10 di Diego Armando Maradona, la 10 di Roberto Baggio (del Brescia), la 10 di Igor Protti (del Livorno), la 10 di Adriano Lombardi (dell'Avellino), la 6 di Alessandro Lucarelli, la 31 di Sergio Pellissier. Sono numeri di maglie di Capitani, ritirate dai rispettivi club di appartenenza, in segno di stima e riconoscenza, orgoglio di appartenenza.

 

Particolarmente interessante la storia della striscia da Capitano di Roberto Baggio, "il Divin codino": blu, gialla e rossa con due ideogrammi. 

Blu è il colore della compassione verso tutti gli esseri; il giallo è l'elogio della via di mezzo, lontano da qualsiasi estremo; il rosso sono i doni della pratica spirituale e meditativa. Con la scritta "Vincere sempre" è un richiamo buddista che va ben oltre il campo... 

Sinceramente sconcertante il ricordo del Capitano del Napoli Antonio Juliano domenica 17 dicembre 2023 allo "Stadio Friuli" di Udine prima di Udinese-Sassuolo: sul maxischermo invece della sua immagine appare quella di Paolo Pulici, ex attaccante del Torino, ancora vivo ed in attività... Ma, come scrisse Gianni Mura, "I veri Capitani possono morire o anche scegliere di morire, ma dimenticarli è impossibile"... 

E l'elenco dei Capitani scelti da Gianfelice Facchetti supporta tale affermazione del noto giornalista. Nel libro c'è anche... 

E no, ora basta così: andate in libreria a comprarlo! E' veramente un gran bell'acquisto...

Parola di Emilio Vittozzi

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PEPPE LANZETTA - Quentin Malinconia

Da Maghdoux, 20 Aprile, 2024

Edizioni Vulcaniche € 15,00

 Bello! Bello!! Bello!!!

 Si può iniziare una recensione di un libro ripetendo per tre volte un aggettivo? 

O avrei dovuto scrivere "Ben scritto!", "Attraente!", "Leggibile!"? 

Non lo so e non me ne frega nulla, niente di niente... 

L'ultimo libro di Peppe Lanzetta, "Quentin Malinconia", alla pari di tutti gli altri, se non di più, mi è piaciuto molto! Ho avuto il piacere, l’onere e l’onore di presentare libri del compianto Paolo del Vaglio (valentissimo Umorista grafico di fama nazionale), di Tonino Scala, Vladimir Luxuria, Benedetto Casillo, Gaetano Amato, Corrado Taranto, Gianni Simioli, Gianfelice Facchetti, Federico Jaselli Meazza, Ferdinando Kaiser, Carlo Fedele, Marco Pirone, Peppe Vitiello, Roberto Russo, Cinzia Perrone, Umberto de Gregorio, Ivano Bordon, Francesco Moriero, Franco Aliberti, Alessandro Ravezzani, Enzo Ciniglio, Gino Rivieccio, Antonio Fiorillo, Antonella Leardi, Maurizio de Giovanni, ma mai, e sottolineo mai!, un libro di Peppe Lanzetta... 

Di ciò mi dispiace, sinceramente, perché amo il modo di scrivere di Peppe, uno scrittore, attore e drammaturgo unico nel suo genere! Peppe Lanzetta non è classificabile in qualche categoria in quanto scrive di pancia; scrive come ama e come odia, scrive come parla… 

Ha collaborato, come autore di testi, con Edoardo Bennato, Tullio de Piscopo, James Senese, Pino Daniele, Enzo Avitabile, Joe Amoroso, Rino Zurzolo, Franco Battiato. 

Ha lavorato con registi come Sorrentino, Piscicelli, Tornatore, Cavani, De Crescenzo, Loy, Martone.

Ha pubblicato vari libri fra cui spiccano “Sognando L’Avana”, “Pane e peperoni”, “Un Messico napoletano” e “Ridateci i sogni”.

Mio Padre, Democristiano di stampo Monarchico, scomparso molti anni fa, avrebbe detto di Peppe “E’ ‘na capa ‘e m…a!”. Ma, nonostante l’affetto che ancora nutro per mio Padre, a me Peppe Lanzetta piace. Ed anche molto... 

Questo è un ritorno, un grande ritorno, dopo ben 13 anni dalla sua ultima fatica libraria e Peppe Lanzetta non delude... 

Personalmente ho letto le 165 pagine in una notte in cui Morfeo non voleva proprio "rapirmi": leggo un altro capitolo, ne leggo un altro ancora e mi sono trovato a leggere il 26°, senza nessuna stanchezza mentale, con una gran voglia di leggere pagina dopo pagina, capitolo dopo capitolo. 

La storia di Quentin Malinconia, pianista di pianobar, artista sognatore in un ristorante nella provincia di Caserta, mi ha preso, in pieno: è una storia pregna di passione, amicizia, affetti, solidarietà attraverso le canzoni che hanno segnato la vita di ognuno di noi. 

Perchè "la vita è una faida infinita"... 

Quanta amarezza, quanta realtà in quest'affermazione... 

EMILIO VITTOZZI

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Verso la Pasqua di Resurrezione...

Da Maghdoux, 30 Marzo, 2024

Stamani, Martedì 26 Marzo (Sant'Emanuele), sono partito da Portici per giungere a Pianura, con un treno della Circumvesuviana, uno di Trenitalia, uno della Circumflegrea. Il tempo non era per niente primaverile, anzi, piovigginava come se fossimo stati a Liverpool... 

A Pianura vive la Famiglia Maimone, quella di Francesco Pio, brutalmente ucciso sul lungomare di Napoli il 20 Marzo 2023 da un colpo (vagante) di pistola non diretto a lui. Il giovane aveva 18 anni circa, amava Papà Antonio, Mamma Tina, il fratello Emanuele, le sorelle Miriam, Alessia, Chiara, Antonia e l'Inter. 

Per tale motivo, come Uomo, come Animatore Salesiano, come tifoso dell'Inter, ho partecipato alla Celebrazione Eucaristica in suffragio nella prima ricorrenza della morte: mi è stato chiesto di leggere una struggente "lettera aperta" dei genitori e una mia preghiera scritta per l'occasione. 

Inutile sottolineare l'emozione provata in quell'occasione dinnanzi ad un'assemblea numerosissima e silenziosa. 

Stamani ho consegnato a Papà Antonio dei ramoscelli di palme benedette, il numero de "il Mattino" riportante il reportage sulla Celebrazione Eucaristica, la copia originale della mia preghiera, un uovo di cioccolata per la piccola di Casa Maimone (che dormiva nella stanza con l'amato Francesco Pio). 

Papà Antonio mi ha donato la t-shirt realizzata per il primo anniversario della scomparsa con la richiesta di indossarla durante tutte le manifestazioni anti-camorra a cui parteciperò. Affinchè non ci si dimentichi di Francesco Pio, diciottenne, pizzaiolo, morto per mano di un giovane camorrista pistolero...

 Gli ho promesso che al prossimo concorso giornalistico in onore di Giancarlo Siani, ennesima vittima innocente di camorra, reciterò la mia "Ballata per morti che profumano di Vita", indossando la t-shirt regalatami. 

Poi, con un volo pindarico, ho immaginato Francesco Pio, con Domenico "Mimì" Loffredo, Aldo Amici, Nunzio Cortile, Michele Palladino, Marcello Parisi, Pasquale Miele (altra vittima innocente di camorra!), Raffaele Izzo, Niki Paterno, Massimo Cerullo, Fabrizio Arbace, Antonio Lepre, Pasquale Iorio, Salvatore D'Arbenzio, Giuseppe Paone, Salvatore Cristiano, Pasquale Morra, Camillo Puglia, Vincenzo Mosca, Antonio Pastore, tifosi nerazzurri della Campania che hanno già lasciato questa terra, ad esultare per la conquista del 20° Scudetto Tricolore e la seconda stella... 

EMILIO VITTOZZI

 

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Così in terra, come in cielo - DON ANDREA GALLO

Da Maghdoux, 21 Marzo, 2024

"Così in terra, come in cielo" 

Oscar Mondadori € 9,50 

E' la storia di un prete di strada; di quei sacerdoti, cioè, che "vivono" più nei vicoli e nelle piazze che nelle sacrestie... Ne sono pochi, pochissimi, per la verità: Andrea Gallo era uno di questi. Un prete "prete", anarchico, discusso, amatissimo da prostitute, barboni, tossici, senzatetto, senzaniente: fondatore della "Comunità di San Benedetto al Porto di Genova", che accoglie chi ha bisogno e chi vuole trovare un punto da cui ripartire a nuova vita. Sacerdote Salesiano, ha sempre camminato in direzione ostinata e contraria: nel libro spiega le sue posizioni sul testamento biologico, l'immigrazione, la liberalizzazione delle droghe, l'aborto. Andrea Gallo è stato un "Invincibile" nel senso che ne da Erri De Luca: "Invincibile non è chi sempre vince, ma chi mai si fa sbaragliare dalle sconfitte, chi mai rinuncia a battersi di nuovo". Il libro è pieno di aneddoti vissute dal "Don" (come affettuosamente veniva chiamato dagli "ultimi"): contro di lui, una certa Chiesa, tradizionalista, retrograda, antifemminista, non al passo con i tempi. Artisti di ogni genere andavano a trovare lui e la sua Comunità e si mettevano al servizio di questo tipo di Chiesa: spettacoli a costo zero il cui ricavato dei paganti era sempre per chi ne aveva veramente bisogno! Moni, Paolo Rossi, Hebe Bonafini (Presidente dell'Associazione "Madri di Plaza de Mayo"), Beppe Grillo, Gino Paoli, Vasco Rossi, Wladimir Luxuria, Fabrizio de Andrè, Dori Ghezzi, Fernanda Pivano, Piero Pelù, Roy Paci, Manu Chao, Fabio Fazio, i Subsonica, Cisco dei "Modena City Ramblers", Ettore Scola, Mario Monicelli, ad esempio, sono stati suoi Amici... La sua Comunità è frequentata da musulmani, buddisti, ebrei, laici, fiumi che scendono da monti diversi e confluiscono in un unico oceano di Pace: nel suo archivio c'è un rosario islamico regalatogli da una giovane indiana, un piccolo Budda lasciato da una ragazza thailandese cresciuta in un bordello e comprata da un italiano che l'ha destinata in moglie a suo figlio, il manifesto del maggio francese e tanti segni di passaggi. In poche e scarne parole: un gran bel libro di un grandissimo Prete... EMILIO VITTOZZI

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