GINO RIVIECCIO "Che io sappia, no so"

Da Maghdoux, 2 Gennaio, 2026

Novembre 2025

 Guida editori 

E’ il quinto libro di Gino Rivieccio dopo “Divieto di siesta” (Pagano), “Retroscena” (Graf) e “La pazienza differenziata (Graf), "Siamo nati per soffriggere" (Colonnese). Da oltre 45 anni, Gino si divide tra teatro, televisione, cinema e scrittura... 

Rivieccio, infatti, ha lavorato, fra le altre, con Sandra Milo, Corinne Clery, Brigitta Boccoli, Marina Suma, Pamela Prati, Carmen Russo, Mara Venier, Mita Medici, Luisa Conte e, fra gli altri, con Nino Taranto, Pietro De Vico, Marco Columbro, Lino Toffolo, Paolo Villaggio, Little Tony, Bobby Solo, Fiorello, Marino Bartoletti. 

Un palmares denso di menzioni, meritate e giustificate. Ora l’Attore napoletano accompagna il lettore in un viaggio stuzzicante e divertente nella società contemporanea con pennellate di ironia, pillole di buon umore, aforismi raccolti, nel tempo, tra battute tratte dagli spettacoli scritti insieme a Gustavo Verde e post pubblicati sui sociali. 

Sempre con estremo garbo, profonda educazione, sottile humour, pieno di Valori (non quelli del sangue, però…). Il libro è di 109 pagine dove Gino Rivieccio affronta argomenti anche seri con una leggerezza (di penna) che assolutamente non vuol dire superficialità, anzi… Leggerlo è un po’ come ascoltarlo “dal vivo”; è come ascoltare un amico ad un bar dinnanzi ad un corroborante caffè ed un deliziosa frolla... 

Gino Rivieccio possiede il senso della misura, il gusto della battuta, essendo un attento e formidabile osservatore, trasferendo la realtà nel suo mondo concettuale e rimandandola al pubblico sotto forma di notizia commentata. La battuta greve, volgare, a doppio-senso non è nelle sue corde. 

Brilla per educazione, savoir-fair, eleganza. 

Personalmente ho ricordi incancellabili di una Manifestazione di Solidarietà organizzata dalla Circumvesuviana srl, un’asta da me “presentata” e da lui “condotta”: ebbene la sintonia che si creò poteva sembrare il frutto di una vecchia amicizia, invece era la conseguenza più naturale di stima e rispetto dei ruoli. In pratica, io ero la sua spalla in quell’occasione.  E il risultato? Oltre 15.000 € di Solidarietà!

Gino, i tuoi punti di riferimento nel Mondo dello Spettacolo?

 – In primis Toto’, anche se per la mia formazione artistica mi sono sempre ispirato a Walter Chiari e all’immenso Gigi Proietti. Senza volerlo sono loro che hanno rappresentato il mio punto di riferimento artistico quando, contro la volontà di mio padre, decisi di fare quello che poi sono riuscito a fare. 

Se dovessi raccontare a qualcuno chi è Gino Rivieccio cosa diresti? 

– Un professionista che non ha mai tradito il pubblico e se stesso, che si è messo in gioco sempre, che ama provare nuove esperienze musicali e teatrali e che non ha mai speculato su Napoli e le sue debolezze. E quest’ultimo è uno degli aspetti che il pubblico mi riconosce di più. 

Il successo per te ha significato?

 – Andare a letto più tranquillo, più sereno. Non nascondo che mi sia servito anche per avere qualche agio in più. Ma, soprattutto, mi è servito per far arrivare prima e a più gente quello che avevo in mente, di diffondere più facilmente un mio pensiero o un mio impegno. 

Sono trascorsi oltre 45 anni dal tuo esordio: cosa è cambiato da allora?

– Molto, dal gusto del pubblico al modo di comunicare. Il teatro però a parte le innovazioni tecnologiche (penso alle luci, alla fonica) non è cambiato. Romeo e Giulietta lo puoi fare come 45 anni fa. Anzi la gente vuole che si rappresenti come 45 anni fa. 

Se Napoli fosse una canzone sarebbe?… 

– “Nel blu dipinto di blu”, meglio conosciuta come “Volare”, solo che spesso le vengono tarpate le ali. Come se ci fosse qualche ingranaggio misterioso che ruota contro e non le consenta di spiccare il volo. Forse siamo anche noi napoletani che non sempre dimostriamo di tenerla a cuore e in ogni caso non sempre facciamo tutto il possibile per proteggerla da chi pratica lo sport preferito del ventennio: lo “SputtaNapoli”. Una cosa che m’indigna molto.

 Quando pensi a Napoli come un fiore l’immagini?… 

– Un girasole, che resta il mio fiore preferito. 

Quale è il Gotha dei personaggi famosi di Napoli per Gino Rivieccio? 

– Ho una mia nazionale di maitre a penser, da Ghirelli a La Capria, da De Crescenzo a Marotta fino a De Giovanni. La scomparsa di Masullo ci ha resi ancora più orfani di un pensiero intelligente e originale sulla capacità di analizzare la nostra terra. 

Ah, il libro, accattatavillo! 

EMILIO VITTOZZI

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Pasquale Magliulo

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